Fiume Liri

              Cascata Isola del Liri

Nasce in Abruzzo a Petrella Liri, frazione di Cappadocia, a 1.108 m s.l.m. dal Monte Camiciola (1.701 m s.l.m. - Monti Simbruini) scorrendo copioso di acque nella Valle Roveto, dove riceve tramite un emissario artificiale le acque della piana del Fucino, e attraversa i comuni di Castellafiume, Capistrello, Civitella Roveto, Canistro, Civita d'Antino, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Balsorano.

Nel territorio di Capistrello esistevano due centrali elettriche, oramai dismesse. Della prima, nota come "Karai", non si hanno notizie; della seconda, chiamata "Officina Torlonia" e alimentata dalle acque dell'emissario, sono visibili i resti.

Lungo il percorso riceve le acque di numerosi torrenti come La Sponga, Lo Schioppo, Mola di Meta, Rianza e Rio Sparto.

All'altezza di Canistro le acque del Liri sono in parte captate da un'opera idraulica denominata "La Presa" e convogliate in galleria fino a Morino dove alimentano una centrale idroelettrica.

Entrato nel Lazio, alle porte di Sora riceve da sinistra il torrente Lacerno ed attraversa la città con una portata media di circa 10 m³/sec.

Dopo aver ricevuto da sinistra il fiume Fibreno (11 m³/sec), incrementando così notevolmente la propria portata, attraversa il comune di Isola del Liri biforcandosi e dando luogo a due cascate di cui una alta 25 metri. I due rami così formatisi, circondano il centro di Isola del Liri (da cui il nome della cittadina) riunendosi subito dopo.

Il Liri raggiunge Anitrella (frazione di Monte San Giovanni Campano) e Fontana Liri alimentando in successione due centrali. Entra quindi nel territorio del comune di Arce dove riceve da destra il torrente Amaseno.

Con andamento sinuoso attraversa il territorio di Arce e per lunghi tratti segna il confine con il territorio comunale di Strangolagalli. Giunge poi all'altezza di Ceprano dove alimenta un'altra centrale, per poi rientrare in territorio arcese dove, nella frazione di Isoletta riceve il suo principale affluente di destra, il fiume Sacco (anticamente noto come Teretum o Tresus) (16 m³/sec); subito dopo una diga sbarra il suo corso formando il lago di Isoletta nei pressi di San Giovanni Incarico.

A valle del lago artificiale, dopo aver alimentato altre due centrali, nei pressi di Aquino, riceve da sinistra le acque del fiume Melfa, proveniente dai Monti della Meta, raggiungendo dopo poco la cittadina di Pontecorvo con una portata media di circa 50 m³/sec.

Superato quest'ultimo centro il fiume riceve da destra il Rio Forma Quesa e da sinistra il Rio le Forme d'Aquino dopodiché attraversa il comune di San Giorgio a Liri.

In breve giunge così sulla linea di confine tra Lazio e Campania nei pressi di Sant'Apollinare e nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, a Giunture vicino Cassino, prende il nome di Garigliano. Alcune cartografie storiche attestano la denominazione Garigliano sin dalla sorgente.

Il corso d'acqua prosegue per altri 38 chilometri ricevendo da sinistra il fiume Peccia e, presso la foce, il torrente Ausente andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel golfo di Gaeta mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra il Lazio e la Campania.

Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km².             Ritorna all'indice  ( La Valle Roveto )