Le Pro-Loco della Valle Roveto

 

Le Pro-loco sono state veramente benefiche per i Comuni di Valle Roveto col portare uno spirito rinnovatore e col porsi all'avan­guardia nel riguadagnare anche da noi al più presto il terreno per­duto in tanti decenni di disinteresse e di abbandono. Sono associazioni benemerite, degne del plauso delle nostre po­polazioni, che vedono da alcuni anni i loro paesi trasformati ed ab­belliti, puliti ed accoglienti.

Un ringraziamento speciale vada all'Ente Fucino che è sempre venuto incontro con generosi sussidi alle Pro-loco dei Comuni di Valle Roveto, rispondendo in pieno al suo scopo, quello di valoriz­zare i nostri luoghi, che, solo presentando un volto nuovo e dando grande sviluppo al turismo, potranno sperare in un domani mi­gliore. Chi veniva in tempi non lontani nei nostri paesi restava certa­mente male.

Le strade erano piene di fango e di polvere, le piazze erano spoglie, senza alberi e senza fiori, non si incontrava un se­dile per sedersi, le nostre colline erano sconosciute, le nostre mon­tagne rimanevano solo sulle carte geografiche. Luoghi incantevoli, come le conche, le sorgenti, i ruscelli, i laghetti, le oasi di solitudine e di pace di Valle Roveto, spesso erano ignoti agli stessi abitanti del luogo.

Ci sono posti in questa valle che nella primavera e nell'estate offrono agli occhi una visione senza confronti. Tutta la valle allora è una conca di smeraldo. Verde sui monti, verde sui colli, verde nel fondo valle, verde dappertutto. I monti Cornacchia e Pizzodeta, il monte Romanella e il Viglio, il monte Orbetta e il monte Roton­do sembrano i giganti buoni che cingono amorosamente e proteg­gono Valle Roveto.

E il Liri che sbuca serpeggiando sotto la roccia di Pescocanale, e l'acqua della Sponga che discende spumeggiante come per una festa a valle, e lo Schioppo che piomba al piano rumorosamente co­me in un salto acrobatico dalla montagna, e il Rio di Rendinara che precipita quasi a picco vertiginosamente verso Castronovo, e i tanti e tanti corsi di acqua, alimentati da altrettante sorgenti dei due versanti, danno al panorama un quadro fresco di poesia e di canto. E se l'autunno reca un senso di desolazione con le foglie cadute e con lo squallore che con sé porta la stagione, ecco subito lo spet­tacolo triste ma superbo dell'inverno! Eppure anche esso, col freddo e il gelido vento, dona al paesaggio la maestosa visione della neve, che nei giorni di sole risplende nel suo candido manto.

Così primavera ed estate, autunno ed inverno si alternano, e, in­trecciandosi, ripresentano Valle Roveto con le sue bellezze e con le sue speranze, rievocando ogni anno il suo passato nell'attesa di un migliore destino. negato alle generazioni che furono. La nostra valle potrà essere povera per prodotti, ma è ricca per la varietà e l'incanto della natura; sarà scarsa di lavoro per i suoi abi­tanti, ma è donatrice di albe mirabili e di tramonti straordinari.

Valle Roveto, non avvezza agli assordanti rumori della città, diventa asilo di quiete serena nei suoi luoghi pittoreschi e raccolti; lontana dalla vita fittizia dei centri, essa è vicina ad una esistenza, quasi primordiale, in cui la parola è spontanea, lo sguardo è sin­cero, il tratto è gentile, la conversazione è quella di una gente sana, educata ai piedi dei monti. E qui l'aria è salutare, le acque sono fre­schissime e l'abitudine alla visione dei panorami rende l'animo più buono. La Valle Roveto ha un torto, quello di essere arrivata troppo tar­di nella corsa, che altre località hanno da tempo iniziata, per la va­lorizzazione delle proprie terre.

Moltiplichiamo allora le vie che portano alle altitudini, rendia­mo più comode le passeggiate nelle vicinanze degli abitati, organiz­ziamo comitive che salgono sui monti, si costruiscano alberghi e ri­storanti a cui non manchi ogni moderna attrezzatura. La nostra terra si inserirà nella società di oggi, viva e dinamica, e brucerà le tappe, riservando ai forestieri la lieta sorpresa di una re­gione finalmente riscoperta e piena di attrattive e di attività. Ora accennerò alle attività delle Pro-loco di Valle Roveto. A Balsorano fu fondata l'Associazione il 15 settembre 1956. Da allora l'Associazione col suo Presidente e con la collaborazione di tutti i soci ha sempre appoggiato tutte le iniziative che avessero lo scopo di abbellire il paese e farlo conoscere meglio.

Infatti, non pochi sono stati i lavori di abbellimento, come la sistemazione del parco della Rimembranza e la costruzione di un marciapiede con inferriata lungo la Nazionale. La Pro-loco di Balsorano ha dato un largo contributo anche per la illuminazione della Grotta di S. Angelo. Questa Associazione potrà concorrere ancora di più nel futuro, con larga propaganda e con opere di abbellimento, alla valorizzazione della zona meridionale di Valle Roveto.

C'è S. Angelo (m. 940), nido di aquile, dove si può accedere da qualche anno per una comoda strada, aperta recentemente, e che ha forse da narrare un millennio di vita; c'è Pizzodeta, che domina come un colosso, sui Comuni di Balsorano e di S. Vincenzo Valleroveto; c'è il Castello dei Piccolomini che ci racconta dai suoi merli e dalle sue mura una storia remota; sono tanti altri posti che potranno diventare le mete da indicare ai turisti che: attraverseranno la bella Valle Roveto. Anche a Canistro è stata fondata da pochi mesi la Pro-loco: ad essa si apre un vasto campo di buon lavoro e di grandi iniziative.

A Civita d'Antino, la Pro-loco fu fondata il 25 luglio 1954. Fu­rono 10 i soci fondatori.L'Associazione, partendo dalla convinzione che il paese avesse, per le sue bellezze naturali, tutti i requisiti necessari di un promet­tente sviluppo turistico e che l'attività turistica potesse costituire l'in­tegrazione indispensabile a colmare i deficitari redditi economici dei cittadini, iniziò la sua attività, liberando il paese dal sudiciume e da tutti i mortificanti resti del terremoto del 1915. Si risanarono le piazze e numerose strade, si isolarono e si molti­plicarono i luoghi di particolare suggestione panoramica come bel­vedere e giardini, si incoraggiarono le iniziative private e pubbliche, intese a migliorare il paese.

Alla Pro-loco si debbono alcuni locali di particolare conforto, sor­ti in questi ultimi anni a Civita d'Antino, come il Circolo della Pro­loco col suo giardino pensile, il giardino «La Piramide» con le sue attrezzature turistiche, la biblioteca pubblica .« Ferrante », la fore­steria del Santuario della Ritornata. A S. Vincenzo Valleroveto esiste una fiorente Associazione Pro­loco. Voluta da pochi cittadini dopo una riunione nella sera del 9 feb­braio del 1957, che si svolse a S. Vincenzo Vecchio, essa fu ricono­sciuta ufficialmente il 14 marzo dello stesso anno.

Molto cammino ha fatto la benemerita Associazione in pochi an­ni: è una attività veramente notevole e degna di elogio. Quali le sue principali realizzazioni? Fu sistemata a S. Vincenzo Vecchio la piazza con artistica balco­nata e vi fu abbellito il viale di accesso; fu eretto il monumento ai Ca­duti di guerra e vi fu livellato il campo sportivo. Qui, nell'antico paese ebbero luogo tre riuscite manifestazioni: la Prima e la Seconda Mostra dell'Artigianato, Didattica e Fotogra­fica nel settembre del 1958 e nel settembre del 1959, e la Sagra della Capra con contemporanea Mostra dell'Olio di oliva e del Formaggio, tipici prodotti locali.

Nella seconda Mostra del 1959, per la inaugura­zione del Monumento ai Caduti di Guerra, si ebbe un grande raduno di Fiamme Cremisi da ogni parte d'Italia. L'Associazione Pro-Loco non ha dimenticato mai di aiutare il locale Coro Folkloristico che a Tivoli, a Sulmona, ad Avezzano, a Civitella Roveto, a Civita d'Antino, in molti paesi della Marsica, a Chieti, a Firenze (teatro della Pergola) conseguì lusinghiere afferma­zioni e notevoli successi.

Dalla Pro-loco non è stato trascurato però il capoluogo: infatti, si è provveduto alla fornitura dei vasi da fiori che adornano la piazza principale e il viale che porta al paese. Furono forniti dalla stessa Associazione sia i vasi da fiori e i sedili in marmo che abbelliscono la piazza e il viale di Castronovo, sia i vasi da fiori che troviamo alle Rosee lungo la Strada Nazionale e i sedili in marmo della piazza di S. Restituta.

A Morrea la Pro-loco ha contribuito a sistemare la piazza e le vie adiacenti, nonché il muro di cinta della piazza; infine non è mancato il suo aiuto finanziario nei lavori di sterro pro Monumento faro votivo Caduti in guerra di Valle Roveto. Il 29 giugno dell'anno 1963, a S. Vincenzo Valleroveto (capo­luogo), ebbe luogo il Primo Convegno Turistico di Studio per tutti i Comuni di Valle Roveto: fu un convegno importante che ha fatto il punto sulla situazione e ha dato l'avvio ad ulteriori sviluppi nella valorizzazione delle nostre terre. Nel marzo e nell'aprile del 1966, a chiusura del settimo Cente­nario di Dante, si sono tenute, sempre ad iniziativa della Pro-loco, riuscite celebrazioni nel capoluogo e nelle varie frazioni del Comune.

Il 24 aprile, alla presenza del Provveditore agli Studi dell'Aquila e delle autorità scolastiche e civili della zona, in occasione della premia­zione degli alunni della scuola Media, ha tenuto chi scrive questo studio su Valle Roveto l'ultimo discorso, che chiudeva la bella manife­stazione, sul divino Poeta, svolgendo il tema: Dante e Giotto. Anche Rendinara ha la sua Pro-loco, fondata nel 1959. In breve tempo essa realizzò la Piazzetta S. Ermete, sorta a ridosso dei ruderi dell'antica chiesa parrocchiale, distrutta dal terremoto del 1915, pro­prio nel punto dove, secondo la credenza popolare, fu rinvenuto mo­rente il santo eremita.

Merito dell'Associazione è anche l'artistica fon­tana in pietra, che sorge nella stessa piazzetta. Aiuole, un Belvedere panoramico, colonnine con lampioni e vasi di fiori sono infine opera della benemerita Associazione. A Civitella Roveto, la Pro-loco, fondata nel 1954, ha con le sue realizzazioni già descritto una storia che le fa onore. L'Associazione, passata attraverso tre Presidenti, si è prodigata con tutti i mezzi a fa­vore del capoluogo, senza per altro trascurare la frazione di Meta, perché le vie, le piazze, i giardini del paese avessero una moderna il­luminazione e si presentassero più ospitali e più accoglienti.

Si pensò così alla sistemazione, a Civitella Roveto, di Piazza Municipio, di Piazza S. Giovanni, del Piazzale delle scuole, della Via della Fonte, del Viale della Stazione e dei giardini del Municipio o con siepi sem­pre verdi, o con piante di oleandri, o con ringhierine di protezione, o con sedili in travertino o con panche di ferro. Si provvide anche con pali di acciaio e relative lanterne alla illuminazione della piazza di Meta.

Ma il grande merito della Pro-loco di Civitella è quello di aver organizzato con coraggio e con vero intelletto d'amore, pur essendo un piccolo centro, un Premio di pittura. Esso già sembrò un mira­colo nel nascere; eppure, dopo riuscite edizioni, che segnarono altret­tante affermazioni, dal 1963, che fu la nona edizione, col nome di IX Premio Valle Roveto, è diventato sotto il patrocinio del Ministero del Turismo e dello Spettacolo, Mostra Internazionale di Pittura. Il Premio, al quale per qualche anno fu abbinato anche un altro premio di Fotografia, venne consegnato esclusivamente a lavori che riproducevano la vita e il paesaggio di Valle Roveto.

La restrizione ebbe l'unico scopo di valorizzare la nostra valle, per attrarvi visitatori e turisti, e di farla conoscere di più, e di riparare al grave torto che le è stato fatto nel passato, perché dimenticata e lasciata nel più completo abbandono. Alla Mostra danno appoggio incondizionato oltre le Autorità lo­cali, anche i Comuni di Valle Roveto. Ciascuno di questi ha fissato una somma annuale al quadro che presenti il paesaggio migliore del Comune e venga dichiarato vincitore dalla Giuria.

Alla buona riuscita della Mostra concorse sempre con le sue ge­nerose offerte il compianto On. Enrico Mattei, che volle col premio ricordare la memoria di suo padre, Antonio Mattei, al quale Civitella aveva dato i natali. Ma chi soprattutto ha aiutato la Mostra resta l'Ente per la valorizzazione del Fucino. Nel 1963, dal 25 agosto al 15 settembre, rimase aperta la Mostra Internazionale di Pittura di Civitella Roveto. Circa 300 i quadri espo­sti, oltre 150 gli espositori.

Fra questi molti venuti dall'estero: dalla Grecia, dalla Giordania, dalle Filippine, dalla Columbia, dal Bra­sile, dal Congo, dagli Stati Uniti, dall'Afganistan, dalla Francia, dal­la Cina, dall'lrak, dall'Iran, dalla Svizzera, dal Vietnam. Oltre al Premio Mattei e ai Premi dei Comuni di Valle Roveto, inviarono nel 1963 Premi anche il Presidente della Repubblica, il Mi­nistro della Difesa Andreotti, il Sotto-Segretario di Stato Natali, Par­lamentari abruzzesi ed altre personalità.

Non inferiore fu il successo della X° Mostra di Pittura Interna­zionale di Civitella Roveto del 1964, sia per il numero sempre maggiore di quadri esposti sia per il valore e la fama degli espositori. Ebbe quel­la Mostra l'onore di essere chiusa da Sua Eminenza il Camerlengo di Santa Romana Chiesa, il Cardinale Benedetto Aloisi Masella, alla pre­senza del Vescovo di Sora, Biagio Musto, e delle Autorità religiose, civili, scolastiche e militari della zona. Ora la Mostra, anziché annua­le, sarà biennale. Ma siamo sicuri che essa si svilupperà sempre di più e diventerà sempre più interessante.  Ritorna all'indice   (La Valle Roveto)