Le scuole e gli Asili D’Infanzia

 

L'analfabetismo è stato fino a poco tempo fa una piaga morti­ficante per una terra di antica civiltà come l'Italia; ora esso va gra­datamente scomparendo. Lo Stato Italiano meno energicamente nella prima metà del nostro secolo, ma con estrema decisione ieri con la scuola elemen­tare obbligatoria ed oggi con la Scuola Media Unica, ha esteso l'i­struzione non solo alle città, ma anche ai piccoli centri, dando a tutti la possibilità di istruirsi.

Sarà cancellata anche da noi la parola «analfabetismo », e non solo tutti sapranno leggere e scrivere, ma i nostri giovani, dopo la Scuola Media Unica obbligatoria, avranno una preparazione cul­turale sufficiente a diventare almeno operai specializzati. Sono pagine tristi quelle che leggiamo sull'istruzione degli ul­timi secoli nella nostra terra. L'istruzione brillava per la sua assen­za c solo pochi privilegiati sapevano leggere e scrivere.

Si leggono anche oggi con angoscia e con stupore pergamene e documenti del passato firmati dal notaio soltanto. A quella firma segue di solito una serie lunghissima di croci di testimoni illetterati! Con sorpresa ci troviamo spesso davanti alle croci anche di co­loro che amministravano i nostri paesi! Forse a causa di questa estrema ignoranza si spiega l'uso, ri­masto fino ad oggi, di sottoporre i consiglieri, eletti alle pubbliche amministrazioni, ad un saggio, anche se formale, di scrittura, prima che venga convalidata la loro elezione al Comune? Per molti secoli non ci furono da noi scuole pubbliche.

Chi sa­peva leggere e scrivere era cresciuto sotto lo sguardo amorevole di sacerdoti animati da buona volontà, o di qualche laico studioso che ritraeva dalla nobile missione dell'insegnamento meschini guada­gni per vivere. Ho letto in un documento del seicento, ancora esi­stente nell'Archivio vescovile di Sora, che in Civita d'Antino un sa­cerdote aveva aperto una scuola privata, frequentata a pagamento da pochi giovanetti del luogo.

Forse in altri nostri paesi sarà avve­nuto lo stesso; ma quanti giovani ne avranno potuto approfittare se per secoli nella Valle Roveto si è vissuti nella più nera miseria e solo pochi avevano mezzi per istruirsi? Solo più tardi, nel secolo XVIII, troviamo nei nostri paesi il maestro di scuola: e non in tutti i paesi. I tempi erano particolar­mente difficili e nei bilanci locali non potevano comparire le som­me da pagare al maestro che impartisse la prima istruzione ai figli del popolo, sia nei capoluoghi sia nei centri minori.

Quello che ho descritto è un quadro fosco certamente e appar­tiene ad una storia passata; tuttavia essa non è troppo lontana dalle nostre generazioni. Così, tra la lotta per l'esistenza da una parte, che obbligava i genitori a piegare i figliuoli al lavoro dei campi o ad un mestiere che desse loro il pane quotidiano, e dall'altra parte per la noncu­ranza dei capi che non seppero organizzare una società migliore e più colta, l'ignoranza cresciuta sotto il regime spagnolo, durato nel Mezzogiorno circa due secoli, portò anche la nostra valle all'abban­dono e all'oscurantismo.

Nel secolo scorso una schiarita ci fu. Infatti il maestro di scuo­la, come ho accennato pocanzi, non mancò né nei capoluoghi né nei paesi, che furono tutti un tempo Università o Comuni.Verso la metà del secolo passato, a Morino prima, e, alcuni anni dopo, a Civitella Roveto e a Balsorano, le Suore del Preziosissimo Sangue, provenienti da Acuto (Frosinone), aprirono per volontà del vescovo sorano del tempo e dei tre Comuni le prime scuole fem­minili. Fu un primo passo; e non solo si insegnava alle giovanette a leggere e scrivere, ma anche a cucire e ricamare.

Il cammino per una più larga istruzione doveva essere lungo. Chi scrive queste memorie ricorda che nei primi lustri del secolo le scuole erano poche, poco frequentate, mal tenute. Ricordo che miei volenterosi compagni di scuola si partivano da lontano e facevano anche due e tre chilometri a piedi per venire a scuola al mio paese. La quinta elementare non funzionava in tutti i Comuni del Manda­mento di Civitella Roveto e le classi elementari inferiori esistevano solo nelle frazioni più importanti. Solamente da pochi anni si sono aperte tutte e cinque le classi elementari anche nelle piccole borga­te, anche dove sono gruppi di poche case.

Non parliamo dei locali. Case inadatte erano scelte come sedi di scuola. Maestri ed alunni passavano ore ed ore in aule improvvi­sate, senza riscaldamento, senza alcun conforto. In compenso quelle maestre, quei maestri erano avvezzi al sa­crifizio, erano ligi al loro dovere e meritavano la riconoscenza degli alunni. Non dimenticherò mai i miei maestri che portavano nella scuola una seria preparazione ed insegnavano, pur forniti di scarsi mezzi didattici, con tanto amore e con tanta passione.

Oggi, grazie a Dio, tutto è cambiato: ovunque, nei centri come nelle frazioni o nelle borgate, sono sorti edifici scolastici, con aule ariose, anche se ora insufficienti ai bisogni e alle esigenze dei tempi. Oggi è terminato l'imponente Palazzo degli Studi di Civitella Roveto, una realizzazione degna del progresso dei nostri tempi e di Valle Roveto, protesa ad un avvenire migliore. Ancora molto bisognerà fare, ma già stiamo sulla buona stra­da e il futuro si presenta con tante speranze.

E tornando ancora al passato, diventava più grosso il pro­blema delle scuole per quelle poche famiglie di Valle Roveto che avevano possibilità maggiori di far continuare gli studi ai loro fi­gliuoli, al termine della scuola elementare. Arpino (Frosinone) aveva il Ginnasio e il Liceo più vicini. Ad Avezzano solo più tardi fu istituito il Liceo. Per le Magistrali biso­gnava andare ancora più lontano, nientemeno a Velletri.

Ad Avez­zano funzionava una Scuola Magistrale Femminile. Oggi, invece, non solo le scuole medie superiori si sono molti­plicate a poca distanza da Valle Roveto con altri Licei, Istituti In­dustriali, Tecnici e Magistrali, vale a dire ad Avezzano, a Sora, ad Arpino e ad Isola del Liri, località facilmente raggiungibili dai no­stri alunni, ma funzionano anche nella stessa Valle Roveto tre Scuole Medie inferiori.

E per la storia mi piace qui ricordare l'anno di fondazione e il numero degli alunni delle Scuole Medie di Civitella Roveto, di Bal­sorano e di S. Vincenzo Valleroveto, per l'anno scolastico 1965-1966. La Scuola Statale di Avviamento Professionale a tipo industriale di Civitella Roveto, diventata Scuola Media con la istituzione della Scuola Unica, entrò in funzione il 13 ottobre 1958. Gli alunni veniva­no al principio da ogni paese di Valle Roveto, anche da Capistrello. Nell'anno scolastico 1965-66 funzionano 9 classi con 225 alunni.

Gli alunni son passati da qualche anno nel magnifico Palazzo degli Studi, di cui si è parlato pocanzi. La Scuola Media di Balsorano fu fondata il 10 ottobre 1960. Frequentano la Scuola alunni di Balsorano e dei dintorni. Nel­l'anno scolastico 1965-66 gli alunni sono stati 125, distribuiti in 2 pri­me, 2 seconde e 2 terze. La Scuola di Avviamento Commerciale di S. Vincenzo Valle­roveto, trasformata poi in Scuola Media, funziona dal 3 novembre 1961. Gli alunni vengono dal capoluogo e dalle sue numerose fra­zioni. Hanno frequentato la Scuola nell'anno scolastico 1965-66, di­stribuiti in 2 prime, una seconda e 2 terze, 86 alunni.

La Scuola Agraria di Balsorano è invece coordinata all'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura di Avezzano, istituito, con Decreto del Presidente della Repubblica, in data 22 maggio 1956, n° 1697. La scuola ha lo scopo di preparare il personale idoneo alle attività di ordine esecutivo nei vari settori dell'agricoltura, e comprende: un corso di qualifica biennale per esperto coltivatore, un corso di quali­fica biennale per massaie agricole e corsi annuali per la preparazione agli esami di ammissione ai corsi di qualifica di giovani, sprovvisti di Licenza di scuola media inferiore.

La frequenza nella scuola è del tutto gratuita. La scuola di Balsorano, situata in località «Aringa », comprende una villetta già esistente, un edificio scolastico con tre aule e un la­boratorio per ricerche, oltre ad un edificio rurale, annesso all'azienda agraria, che si estende su una superficie di circa nove ettari. Date le caratteristiche agronomiche della zona, la scuola ha assunto la spe­cializzazione per le coltivazioni arboree, fruttifere, della vite e del­l'olivo.

Nell'anno scolastico 1965-66 hanno funzionato 2 classi del corso di qualifica per esperto coltivatore, 2 classi del corso di qualifica per massaie agricole e 2 classi del corso preparatorio. Ho ritenuto inoltre opportuno riportare qui anche il prospetto generale relativo al numero delle classi, degli Insegnanti e degli alunni che frequentarono le scuole elementari dei Circoli Didattici di Civi­tella Roveto e di Balsorano per l'anno scolastico 1962-63.

Direzione Didattica Statale di Civitella Roveto.

Civitella Roveto (capoluogo): 13 classi, di cui 3 prime, 3 seconde,

2 terze, 2 quarte e 3 quinte con 13 Insegnanti e 241 alunni;

Meta: 5 classi con 3 Insegnanti e 47 alunni;

Polverelli: 5 classi con 2 Insegnanti e 22 alunni;

Forcella: 5 classi con 1 Insegnante e 14 alunni;

S. Savino: S classi con 1 Insegnante e 13 alunni;

Peschiera: 5 classi con 1 Insegnante e 19 alunni;

Canistro Alto: S classi con 3 Insegnanti e 4S alunni;

Canistro (capoluogo): 5 classi con 5 Insegnanti e 86 alunni;

Civita d'Antino (capoluogo): 5 classi con 3 Insegnanti e 39 alunni;

Pero dei Santi: 5 classi con 4 Insegnanti e 59 alunni; Vicenne: 5 classi con 1 Insegnante e 10 alunni;

Cerri: 4 classi (è mancata la quarta) con 1 Insegnante e 9 alunni;

Collestingi: 4 classi (è mancata la prima) con 1 Insegnante e 13 alunni;

Morino ( capoluogo): 5 classi con 4 Insegnanti e 56 alunni;

Grancia: 5 classi con 5 Insegnanti e 77 alunni;

Rendinara: 5 classi con 3 Insegnanti e 47 alunni;

Breccioso: 4 classi (è mancata la quarta) con 2 Insegnanti e 18 alunni;

Biancone: 4 classi ( è mancata la terza) con 1 Insegnante e 10 alunni;

Complessivamente 94 classi con 56 Insegnanti e 825 alunni; Direzione Didattica Statale di Balsorano.

Balsorano (capoluogo): Il classi, di cui 2 prime, 3 seconde, 2 terze, 2 quarte e 2 quinte con Il Insegnanti e 224 alunni;

Balsorano Vecchio: 5 classi con 2 Insegnanti e 31 alunni;

Collecastagno: 5 classi con 2 Insegnanti e 20 alunni;

Tre Ponti: 5 classi con 1 Insegnante e 25 alunni;

Case Cerrone: 5 classi con 1 Insegnante e 23 alunni;

Collepiano: 5 classi con 1 Insegnante e 41 alunni;

Case Castella: 5 classi con 1 Insegnante e 14 alunni;

Ridotti: 5 classi con 3 Insegnanti e 87 alunni;

Selva: 5 classi con 2 Insegnanti e 33 alunni;

S. Vincenzo Valleroveto (capoluogo): 5 classi con 5 Insegnanti e 45 alunni;

S. Vincenzo Vecchio: 5 classi con 2 Insegnanti e 23 alunni;

Castronovo: 5 classi con 3 Insegnanti e 41 alunni;

Morrea: 5 classi con 2 Insegnanti e 12 alunni;

Rosee: 5 classi con 2 Insegnanti e 33 alunni;

Roccavivi: 7 classi, di cui 2 seconde e 2 terze, con 7 Insegnanti e 142 alunni.

S. Giovanni Alto: 4 classi (è mancata la quarta) con 1 Insegnante e 9 alunni;

S. Giovanni Nuovo: 5 classi con 1 Insegnante e 14 alunni.

Complessivamente 97 classi con 46 Insegnanti e 845 alunni.

Non molto è cambiato nell'anno scolastico 1965-66.

E termino con gli Asili d'Infanzia.

Tutti i capoluoghi e alcune delle frazioni di Valle Roveto già hanno da tempo l'Asilo d'Infanzia. Qualche frazione, come Ren­dinara, ha già costruito la sede per il suo Asilo e spera di aprirlo subito. Noi ci auguriamo che presto ogni paesello di Valle Roveto veg­ga sorgere il suo Asilo e si provveda così, anche da noi, a tutti i bambini, affinché non ne sia compromessa l'educazione nella loro più tenera età.

Le Scuole e gli Asili d'Infanzia sono indici di progresso e di civiltà. Alla fine del presente capitolo ritengo opportuno accennare brevemente agli Asili d'Infanzia di Valle Roveto, all'anno della loro fondazione, ai loro Enti Assistenziali, ai bambini assistiti nell'anno 1965-66, alle persone che sono preposte alla loro educazione.

Balsorano. L'Asilo di Balsorano fu fondato nell'ottobre del 1921 e porta il nome di «Asilo Infantile Ravenna », perché questa città donò l'edificio. L'Asilo è amministrato dall'Ente «Le Scuole per i contadini ». (Ravenna. Via del Colosseo, 62). Nell'anno 1965-66 è frequentato da 70 bambini. Due maestre per scuole materne atten­dono alla educazione dei bambini.

Canistro (capoluogo). L'Asilo è opera del Comune. Fondata .nel 1960, questa bella Casa per i bambini è tenuta dalle Suore di Ca­rità. All'assistenza dei bambini pensa il Comune; gli iscritti nell'anno 1965-66 sono 42.

Canistro Alto. Anche questo Asilo è opera del Comune. Fu inaugurato nel 1958, ma cominciò a funzionare soltanto nel 1959. Sono assistiti 28 bambini dagli Enti Internazionali nell'anno 1965-66. Presiede l'Asilo una maestra per Scuole materne.

Civita d'Antino. L'Asilo fu un generoso dono del Comune di Ge­nova dopo il terremoto del 1915 e per questo porta il nome «Città di Genova». Genova, infatti, provvide alla costruzione e alla dotazio­ne dell'Asilo di una rendita annua di L. 5000. Fu fondato nel 1921-22. Durante il 1965-66 sono assistiti 22 bambini dagli Enti In­ternazionali.

L'Asilo di Civita d'Antino da parte del Comune ha un sussidio assai più modesto (L. 2 a bambino) da parte dello Stato. L'Asilo è tenuto dalle Suore del Preziosissimo Sangue.

Civitella Roveto. Anche l'Asilo di Civitella Roveto risale al 1921-22. Fu donato da Genova e porta, come quello di Civita d'Antino e di Morino, il nome «Città di Genova », che lo dotò di L. 5000 an­nue. Le Suore di Carità, che sono preposte all' educazione dei bam­bini, sono sussidiate dal Comune. I bambini assistiti dagli Enti Internazionali nel 1965-66 sono stati 100.

Grancia (frazione di Morino). L'Asilo è stato costruito dal Co­mune di Morino ed è stato inaugurato nel 1962. Lo tengono le Suore del Preziosissimo Sangue. Nel 1965-66 sono 50 gli iscritti.

Meta (frazione di Civitella Roveto). La sede di questo Asilo è l'antica chiesa. Fu fondato dal Parroco del tempo, D. Ernesto Mam­mone e perciò esso è parrocchiale, nel 1953. Sono assistiti nel 1965-66 dagli Aiuti Internazionali e dall'ODA, perché parrocchiale, 60 bam­bini. L'Asilo è tenuto dalle Piccole Suore di Don Orione. L'Asilo ri­ceve un contributo dal Comune di Civitella Roveto.

Morino. Anche esso è intitolato a «Città di Genova », perché fu il terzo dei tre asili donati da Genova a paesi di Valle Roveto. Fu fondato, come gli altri due, nel 1921-22 ed ebbe la stessa dotazione di L. 5000 annue. Lo tengono le Suore del Preziosissimo Sangue, sus­sidiate dal Comune. Nel 1965-66 gli iscritti sono circa 40.

Pero dei Santi (frazione di Civita d'Antino). L'Asilo Infantile nacque per iniziativa popolare nel 1943-44 e trovò sede in due ca­sette asismiche opportunamente riattate. Nel 1962-63 poi, su pro­getto dell'Ing. Capranica e con i fondi dello Stato, fu costruito un magnifico Asilo, dotato di giardino e di un arredamento mo­dernissimo. Le Suore del Preziosissimo Sangue che sono state chiamate a di­rigerlo ricevono dal Comune di Civita d'Antino un sussidio di L. 25.000 mensili.
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